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Dicembre 2006
La commissione artigianato non perde l'occasione

Susan e James - Limena 18/11/2006
Susan e James cantano

Susan e James - Limena 18/11/2006
Susan, James e la nostra mitica Laura

Non abbiate paura! Maggio 2008
Scritto da Fr. Gabriele   
giovedì 08 maggio 2008
Cari amici,

            pace!

Continuo il dialogo iniziato a gennaio per riflettere insieme su quello che stiamo vivendo qui in Kenya e raccontare il nostro sogno di pace.

I giornali non parlano più delle vittime della violenza e così è facile convincersi che non ce ne siano, invece un prezzo molto alto continua ad essere pagato dalle persone più deboli. Brian è uno di loro, vittima della disperazione della sua mamma. Entrambi sono sieropositivi. Fuggiti assieme dai luoghi degli scontri tribali, sono arrivati a Nyahururu. Qui la sua mamma non ha trovato le medicine di cui aveva bisogno, peggiorando a tal punto da renderla incapace di procurare da mangiare per il suo bambino. Allora ha deciso di abbandonare Brian in ospedale ed è fuggita, ma è stata rintracciata e picchiata per quello che ha fatto. Le è stato riconsegnato suo figlio, intimandole di non farsi più vedere. Disperata, ha abbandonato il suo bambino nella piccola stanza che aveva preso in affitto. I vicini hanno sentito il bambino piangere a lungo; il giorno seguente un silenzio preoccupante e nessuno che andava e veniva dalla stanza. Il terzo giorno sono venuti ad informarci.

Assieme alla polizia, abbiamo sfondato la porta. Brian sedeva per terra, consumato dall’angoscia e sfinito dalla fame. L’abbiamo accolto al Talitha-Kum, con grande festa degli altri bambini. Adesso Brian ha ritrovato il sorriso, grazie al clima di fiducia e di pace attorno a lui.

La gente del Kenya non ha ritrovato la fiducia e la pace come Brian, ma voglio darvi una buona notizia: non si vive più nella paura. Certamente non mancano motivi di preoccupazione per un governo di coalizione che vive nel sospetto reciproco e per i rifugiati che stanno affrontando il dramma di una vita precaria, tuttavia non si vive nella paura. Non c’è più l’incertezza del futuro, l’angoscia che gli eventi possano scivolare in un genocidio, il timore di parlare di quello che è successo. La gente dorme la notte e le minaccie di vendetta si sono allontanate.

Non viviamo più nella paura, ma l’ingiustizia e la violenza hanno lasciato ferite profonde e ci vorranno lunghi anni per guarirle. Lo sanno bene i nostri operatori che lavorano con i rifugiati e si dedicano all’ascolto delle tante donne che sono state violentate e di coloro che hanno perso i loro cari durante gli scontri. Hanno bisogno di cibo, ma più forte è la fame di rispetto e dignità. Hanno la necessità di un alloggio, ma più ancora cercano accoglienza. Chiedono medicine, ma più profondo è il bisogno di guarire il cuore.

Siamo stati aiutati a guarire le ferite del cuore anche dalla visita di Jean Vanier: uomo profondamente ispirato e capace di trasmettere la fede che lo anima. È il fondatore dell’Arca: 134 comunità per persone con disabilità mentali sparse in tutto il mondo.

A Nairobi abbiamo organizzato sei incontri nel teatro dell’università cattolica, invitando coloro che lavorano con persone disabili in Kenya e i giovani di diverse baraccopoli e università. Hanno poi partecipato molte altre persone che avevano letto i libri di Jean Vanier o lo conoscevano per il suo lavoro e lui ha saputo raggiungere tutti, raccontando come i poveri hanno cambiato il suo cuore e come il vangelo lo ha sostenuto nel suo cammino.

La domenica mattina a Nyahururu Jean Vanier ha parlato a 2000 giovani e poi ha partecipato ad un incontro straordinario al quale erano invitate le persone disabili e i loro genitori. Eravamo più di mille, chiamati proprio dai nostri fratelli più deboli a trasformarci in una comunità che sa mettere i poveri al centro e custodire il loro dono.

Il loro è un amore sincero, non hanno bisogno di nascondere le loro debolezze e hanno l’umiltà di chiedere aiuto. Una esperienza molto lontana dal nostro quotidiano, dove ognuno di noi cerca di non avere bisogno degli altri e di arrangiarsi da solo. Anche in Kenya siamo tutti presi da questo idolo che è l’indipendenza ad ogni costo: un’auto per muoversi liberamente, una sicurezza economica per essere autonomi, una assicurazione per garantirsi il futuro.

Questi nostri fratelli disabili ci hanno mostrato quello che conta di più: la gioia di rimanere assieme, condividere il bene e celebrare la vita. Come il piccolo Brian, avevano bisogno di qualcuno da cui dipendere, qualcuno che si prendesse cura di loro e desiderasse diventare loro amico. Mi rendo conto che se il sogno di autonomia in ognuno di noi diventa un idolo, miete vittime tra i più deboli e ci rende tutti più soli.


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Week end a Casa Marina
Scritto da Laura per il coordinamento   
martedì 29 aprile 2008
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Ciao a tutti,
come prima cosa GRAZIE... un grande GRAZIE a ciascuno di voi per aver contribuito in mille modi diversi alle varie attività e raccolte fondi dell’Associazione di questi ultimi mesi. Per stare il più possibile vicini ai nostri amici di Nyahururu ci siamo dati da fare e, anche se per qualcuno è stata una corsa... ne e' valsa la pena.

Adesso ci meritiamo un momento di riposo e riflessione... ovviamente in un posto bellissimo. Vi ricordate no?

Beh il week-end è quello del 17/18 maggio e ci troveremo a Villa Marina, Galzignano Terme, nel Parco dei Colli Euganei in un ambiente rilassante, e poi la cucina (anche quello vuole la sua parte) per chi se la ricorda dall'anno scorso è di tutto rispetto!!

Programma di base (lo confermeremo più avanti) sarà:

Sabato 17 maggio

  • 15:30 arrivo e sistemazione
  • 16:00 inizio lavori
  • 17:30 break
  • 19:30 cena
Domenica 18 maggio
  • 8:30 colazione
  • 9:00 ripresa dei lavori
  • 11:30 messa
  • 12:30 pranzo
  • ... tutti a camminare nel parco fino a quando abbiamo fiato e gambe...


La casa l'abbiamo prenotata mesi fa ma adesso è il momento di iscriversi seriamente così il comitato organizzativo cercherà di gestire al meglio il week-end. Vi preghiamo, dunque, di mandare una mail a

Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 entro venerdì 2 maggio con la vostra adesione o meno ai due giorni.
Come l'anno scorso nessuno è obbligato a stare tutti e due i giorni, è una casa vicina alla città e quindi possiamo anche partecipare ad una parte se si hanno altri impegni (….non prorogabili ed importantissimi ovviamente!!!!!!!!!!!!!!!!).

Allora aspettiamo le vostre comunicazioni ed intanto buon “sole” a tutti!!!!!!!!!!!

Laura per il coordinamento

 
Cinque per mille
Scritto da Atantemani   
sabato 22 marzo 2008

A chi aveva intenzione di versare il 5 per mille all'Associazione Atantemani, ricordiamo che quest'anno, a causa di disguidi burocratici, l'Associazione non è registrata tra i possibili beneficiari. Chi volesse contribuire a progetti ed ambiti simili, può versare il suo contributo del

 

5 per mille alla Fondazione Fontana

  

 

E' sempre disponibile la Newsletter di Pasqua 2008 con molte interessanti riflessioni:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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