Per le sue piaghe siamo stati guariti
Queste parole di Isaia mi hanno sempre affascinato. Piaghe che diventano olio che guarisce non è cosa da poco, ma cosa vuol dire? Non si tratta infatti solo di riconoscere il dolore dell’altro, ma di esserne guariti!
In questi anni mi sono reso conto che l’incontro con chi soffre diventa occasione privilegiata per incontrare noi stessi, i nostri difetti e le nostre povertà permettendoci così di andare incontro al prossimo con uno slancio tutto nuovo, privo di presunzione o ideologia. Io sono ancora molto distante da tutto ciò, ma ringrazio il buon Dio di darmi la possibilità di sperimentare concretamente la bellezza di tutto questo attraverso le storie che incrociano il mio cammino.
Nei primi giorni di gennaio, quando la follia aveva pensato di prendersi una vacanza in Kenya, Josphine e Muiruri tornano dal “field” e mi raccontano dell’esperienza appena vissuta. Ormai so che quando hanno bisogno di condividere “a caldo” è per affievolire il peso della sofferenza che è rimasta appiccicata più che per spargere la gioia di un successo ottenuto.
“Luca ti ricordi Joseph, il bimbo di Gatundia operato per osteomielite? Dovresti vedere cosa abbiamo trovato a casa sua...” Le parole si rincorrono veloci e il racconto prende forma. Vista l’urgenza decidiamo di andare l’indomani mattina assieme ai direttori del St.Martin. Arriviamo verso le 7. La casa è una povera capanna con pochi sacchi come materassi, uno spazio per il fuoco, uno per le capre e galline e con molti buchi tra le pareti di fango… I 6 bambini sono stesi sull’erba vestiti del poco che hanno e ci dicono che la mamma è andata in cerca di racimolare qualche soldo per il cibo e di solito non torna mai prima di sera. Il più grande è Joseph che ha 10 anni e il più piccolo non ne ha ancora 2. A parte Joseph sono tutti malnutriti e infestati da pulci penetranti che stanno loro mangiando le dita dei piedi a tal punto che il più piccolo non riesce a camminare e tre lo fanno sui talloni. Ci rendiamo conto che siamo di fronte ad un’emergenza: le suore del Talitha Kum, aspettando il ritorno della mamma iniziano a pulire casa, a lavare i bimbi e a preparare qualcosa da mangiare…
Il giorno dopo vengono tutti trasferiti nella comunità del Talitha Kum. Assieme ai miei colleghi abbiamo deciso di togliere le pulci ai bambini…ne abbiamo rimosse più di 100! Una suora un giorno mi raccontava di averne avuta una su un piede e del dolore incredibile che aveva provato… La famiglia è rimasta più di tre mesi ospite del Talitha Kum, ma nel frattempo la grazia si è realmente fatta carne.
Lo staff del St.Martin assieme al volontario della zona hanno iniziato a rendere partecipe la comunità di quanto successo. Le persone dopo un primo imbarazzo hanno iniziato a riunirsi e pensare come poter aiutare questa famiglia e la conclusione è stata di non lasciarla più sola e di costruire una casa e così è stato. Hanno bruciato la precedente e ne hanno costruita una nuova e quando è stata pronta hanno organizzato una festa di bentornati alla famiglia di Joseph. Sono tornato recentemente a trovare Joseph. Certo non posso dire che ora i bimbi vestono Benetton e che la mamma è stata assunta a tempo indeterminato, ma una cosa è sicura, questa famiglia non è più sola e la loro casa è diventata luogo d’incontro della comunità che con regolarità fa loro visita.
Questi sono i piccoli miracoli che succedono al St.Martin e che pian piano mi stanno aiutando ad avere più fiducia negli altri, a non pensare di essere indispensabile e ad accettarmi con i miei difetti.
Un abbraccio carico di tenerezza.
Luca Ramigni (Fisioterapista CUAMM)
Saint Martin CSA


